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COMUNICATO STAMPA
Domenica 6 agosto alla Villa Comunale A Pizzo la “Coppa della Pace” Si comincia con lo spettacolo teatrale “Aspettando Laura C.”
Nell’ambito della 2^ edizione della “Coppa della Pace”, organizzata dagli Sbarbagianni in collaborazione con il Comune di Pizzo, è prevista per domenica 6 agosto alle ore 21.30 nella villa comunale, la rappresentazione teatrale ASPETTANDO LAURA C., la libera rivisitazione di Aspettando Godot di Samuel Beckett, un classico del teatro moderno. Lo spettacolo teatrale, inserito nella rassegna “Spazi Aperti 2006” organizzata dall’amministrazione comunale, è curato dall’ Associazione Culturale Residui Teatro di Roma. Il testo è di Pasquale Marino e Francesco Beltrani., la regia di Gregorio Amicuzi, disegno luci di Ignazio Abbatepaolo. Gli attori sono Pasquale Marino, Michele Rispoli, Gregorio Amicuzi.
La storia è quella di due paesani, persone comuni che vivono in un piccolo centro dell’Italia meridionale, Saline Joniche.
Il carico del piroscafo, costituito da alimenti, vestiario e tonnellate di armi ,munizioni ed esplosivo, era diretto in Africa a rifornire le truppe nazi–fasciste impegnate sul fronte settentrionale dell’Africa. Il recupero continuò per anni fino a quando un violento alluvione ingrossò la fiumara Molaro e trascinò completamente nei fondali il Laura C. L’atteggiamento delle istituzioni preposte al recupero del relitto fu quello di assoluto disinteresse, dovuto sia all’emergenza della guerra, che ad una cattiva amministrazione e gestione degli affari della marina militare. A distanza di cinquanta anni, il relitto del Laura C sconvolge, nuovamente, l’opinione pubblica locale e nazionale poiché fonti della magistratura lasciano trapelare la notizia della possibilità che il tritolo del Laura C sia stato usato per numerosi attentati: quello in cui persero la vita i giudici Falcone e Borsellino, gli attentati di Roma in via Fauro e in Laterano, di Firenze in via dei Georgofili del ‘93, gli attentati dell’11 marzo 2004 a Madrid, il fallito attentato al sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti ed in ultimo lo sventato attentato al giudice Ottavio Sferlazza di Caltanissetta. Il percorso di lavoro nasce da un’esigenza principale: restituire un fatto di cronaca utilizzando una commistione di linguaggi teatrali contemporanei.. La colonna sonora è composta da voci di radio e tv, che raccontano con fatti di cronaca un Italia che dal dopoguerra ai giorni nostri si ricostruisce, si trasforma, mantenendo all’interno delle componenti immobili, delle contraddizioni inafferrabili e degli eventi tragici che segnano il tempo; dai negozi che saltano alle fabbriche che non possono aprire alle guerre di mafia e giù di lì fino agli assassini di Falcone e Borsellino. Una trasformazione apparente di un sistema che non riesce a rinnegare se stesso, trasformandosi dal di dentro. L’ironia, il tono farsesco e qualche accenno di cinismo sono la chiave di rappresentazione di uno spettacolo che descrive una situazione tragica. Alla luce dei recenti fatti di cronaca nera legati al fenomeno criminale ‘ndrangheta, è riemerso a livello nazionale ed internazionale la condizione di potere e di ordine costituito di questa organizzazione mafiosa che da anni agisce su scala locale ed internazionale. Il tutto si esaurisce in un temporaneo accanimento televisivo, privo di reale valore documentaristico educativo, pronto ad abbandonare l’argomento al diminuire della sua forza mediatica. Lo stato come forma d’intervento, per controllare il fenomeno, vaglia, tra le scarse ipotesi, la militarizzazione delle aree controllate dalla criminalità. Il lavoro promuove la cultura come forma d’intervento, mirata all’alfabetizzazione nazionale sul problema ed all’utilizzo di svariate forme d’espressione artistica come mezzo di diffusione per sollecitare forme di autocoscienza. Il piano esecutivo del progetto si avvarrà di un attento ascolto delle voci della popolazione locale, che del fenomeno ‘ndrangheta sono le principali vittime.
L’Assessore al Turismo Carmine CAVALLARO
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