PESCA SPORTIVA NEL GOLFO NAPITINO
A parte della pesca del tonno che da sempre viene praticata nelle acque del Golfo Capitino (fin dai tempi di Roma Imperiale) , le acque calde del Golfo consentono l’esercizio di tutti i tipi di pesca: da quella di fondale con bolentini di profondità o parancali (conzi o coffè) a quella a traina. In particolare procedendo secondo il succedersi delle stagioni si possono praticare i seguenti tipi di pesca: Periodo autunno - inverno Durante questo periodo spesso si verificano delle condizioni climatiche con alte pressioni barometriche stabili e mare calmo come il mese di Luglio. E’ la condizione ideale per la pesca al bolentino dalla barca sulle secche che partendo dal lato esterno del molo di Vibo Marina si estendono sia verso il largo fino a profondità di 80 – 100 metri e sia verso Pizzo con profondità iniziali sui 18 – 20 metri ed estensione variabile verso il largo. Molto interessanti la Secca detta della Spina a circa un miglio al largo del Lido Savelli e la Secca detta della Favata alla stessa distanza della costa procedendo a Nord verso Lamezia Terme. Entrambi le secche offrono abbondanti saraghi e cernie che sono particolarmente grosse sugli scogli della favata. Le acque miti consentono anche l’esercizio della pesca subacquea, con risultanti sempre onorevoli e spesso esaltanti. Durante i mesi invernali le scogliere vicino alla riva danno rifugio a branchi di branzini, occhiate, salpe e cefali. Molto grossi e diffusi i cefali con la macchia dorata a lato della testa che vengono chiamati “lustri”. I branzini a Gennaio Febbraio vengono a deporre le uova, è facile trovare grosse femmine con la pancia piena di uova. Anche da riva è possibile realizzare sostanziosi carnieri di saraghi e branzini soprattutto di notte o durante i periodi di mare agitato. Una pesca particolare praticati da specialista e la pesca in buca tra gli scogli. Provare per credere: cefali enormi sono la preda principali. Periodo primavera – estate A Giugno sulle praterie di posidonie e sulle secche giungono i fragolini “Luvri” che offrono carnieri abbondanti a chi ha la pazienza di ancorarsi sulle secche ed aspettare il momento magico della mangianza. Allamare anche quattro o sei pesci per volta non è cosa eccezionale essendo capitato a chi scrive ripetute volte. Inizia pure la pesca sui fondali sabbiosi: tracine, pettini di mare “pettinisse”, polpi e soprattutto pettini rossi di mare chiamati (Surici). Nelle foto seguenti è possibile ammirare questo pesce di origine tropicale che si riproduce abbondantissimo lungo le nostre coste e si pesca per tutta l’estate fino al tardo autunno. Viene chiamato surice perché particolarmente vorace nell’allamata e perché nel toglierlo dall’amo, se non si fa attenzione, è facile prendersi una morsicata con conseguente perdita di sangue e dolore. Non è, a differenza della tracina velenoso, per cui tutto si riduce ad un piccolo spavento. Ben diverso è il discorso delle tracine, particolarmente di quelle imperiali molto grosse, qui il pericolo è reale è bisogna prestare molta attenzione alle spine sul collo del pesce di colore nero, sia nel momento in cui vengono issate a bordo della barca e sia nel momento in cui vengono tolte dall’amo. Sul finire dell’estate agosto settembre inizia la pesca alla traina alle ricciole ed ai connetti. Anche le lampughe in dialetto “Capuni” entrano nelle acque del Golfo e frequentamente allamano alle lenze dei pescatori. La traina può essere fatta sotto costa ai pesci di piccola taglia oppure può essere svolta al largo fuori del Golfo non molto lontano dalle Isole Eolie che non sono molto distanti dalla nostra costa. Non mancano la cattura di tonni di discrete dimensioni e di pesci spada. Concludendo il pescatore sportivo nelle acque del Golfo che una volta si chiamava Napitino può esercitare con soddisfazione tutti i tipi di pesca, realizzando ottimi carnieri e dando sfogo alla propria creativitità ed inventiva.
La costa della Provincia di Vibo Valentia
La costa napitina
Il Scogliera a Sud di Pizzo verso Briatico
Scogliera di Briatico a tre miglia da Pizzo
Il pesce più abbondante dei fondali sabbiosi del Golfo ex Napitino "U surici" (il topo) |
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