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Pittore e
decoratore insigne senza dubbio fra i più bravi che la città abbia avuto,
vero maestro nell’arte dell’affresco e del ritratto. Studiò pittura a
Firenze ove fu per breve tempo allievo di Michele Gordigiani, pittore di
corte, dal quale apprese la tecnica del ritratto assimilandone i segreti dei
chiaro-scuri e le vaporose delicatezze dei volumi. Sempre a Firenze, si
diplomò in disegno ed ebbe, per la precoce bravura, il riconoscimento di
maestro.
Dopo molti anni di lavoro in Toscana, si trasferì in Calabria divenendo ben
presto famoso e conteso dalle chiese del Meridione. Entrò sotto la
protezione di Eugenio Tosi, vescovo di Squillace e poi di Andria, e lavorò
alacremente ad affrescare cattedrali, collegiate e parrocchie disseminate in
tutta la Calabria e la Puglia.
Il vescovo Tosi, trasferito a Milano, invitò Zimatore a seguirlo
prospettandogli in terra lombarda, luminoso avvenire ma ne ebbe come
risposta un riconoscente ed educato rifiuto. Dopo la breve ed operosa
trasferta pugliese, ritornò a Pizzo e ben presto si aggraziò le simpatie di
Nicola Canino, vescovo di Oppido Mamertina ed ebbe da quest’ultimo numerose
commissioni per affrescare l’Episcopio, il seminario, la chiesa di S.
Cristina, la stessa cattedrale di Oppido, ecc.
Nel 1875 fu chiamato ad insegnare disegno nella reale scuola nautica di
Pizzo.
Attorniato da una volenterosa schiera di discepoli, inconsapevolmente,
creatore di una scuola poiché dai suoi insegnamenti, si formarono capaci
decoratori come: Giuseppe Stillitani, Giuseppe e Gregorio Murmura,
Andreacchi, Barone, Sambiase e Carioti.
Tutti valorosi esponenti che abbellirono le chiese della nostra regione con
fini artistici e decorativo apprezzabili.
Altri suoi pregevoli lavori si trovano nelle chiese di Pizzo, nella Certosa
di Serra San Bruno, a Fabrizia, a S. Andrea Ionio, a Polistena e in
centinaia di altri luoghi sacri del Meridione. |