Itinerari Turistici
Napitini
L'antico rifugio di pirati saraceni
della Seggiola.
Il
territorio di Pizzo, fertilissimo e ricco di sorgenti, si presta alle
coltivazioni più varie, dagli ortaggi all'ulivo, dalle viti all'arancio e
a tutte le piante da frutto del bacino mediterraneo, che vegetano e
fruttificano prodigiosamente.
Il
mare in cui Pizzo si protende come la prora di una nave, è
famoso fin dai tempi più antichi, per la sua ricchezza. Giulio Cesare
Recupito nel <<De Terra Calabriae>> dice: <<Sono
rinomate le spiaggie dell'uno e dell'altro litorale per la pescagione, e
specialmente quella verso Pizzo, per la pesca dei tonni. Infatti durante i
mesi estivi, i tonni, a frotte, proceduti da un delfino, scendono
dall'Africa e vengono arrestati dalle robuste reti, disposte fra le onde.
Le grosse bestie, trafitte dalle fiocine, rendono purpurei i flutti col
loro sangue, e danno una grande preda che sarà gratissimo cibo di pesce
salato per tutta l'Italia. (Raffaello Molè in FASTI E NEFASTI DELLA
CITTA' DI PIZZO Edizione G. Lo Moro Pizzo 1947)
Via
San Francesco
Uno splendido angolo di Mediterraneo
Affacciandosi
dalla ringhiera dello spuntone o da quella di Piazza Castello, è un vero
godimento dello spirito: le balze dell'altopiano del Poro, digradanti a
terrazzi verso la punta di Briatico, la industre Vibo Marina, che si
rispecchia nelle quiete acque del porto, lo Stromboli, col suo eterno
pennacchio di fumo, la vasta riposante distesa del mare, che si perde nel
lontano orizzonte, i meravigliosi, incantevoli tramonti dalle tinte e
dalle sfumature cangianti, lasciano nell'anima indimenticabili impronte di
bellezza. Dal
lato opposto e dalla parte a monte della città, si scorge il grand'arco
del Golfo