|
Presentazione |
|
PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI UNA MANIFESTAZIONE STORICA DENOMINATA CORTEO MURATTIANO DA REALIZZARE A PIZZO. Con il patrocinio della REGIONE
CALABRIA LA
PROVINCIA DI VIBO VALENTIA E IL COMUNE DI PIZZO Insieme
a: ASSOCIAZIONE CULTURALE “PRO CASTELLO” DI PIZZO
ISTITUTO TECNICO NAUTICO DI PIZZO
SCUOLA MEDIA STATALE DI PIZZO
DIREZIONE DIDATTICA DI PIZZO
A.N.M.I. SEZIONE “F. POSCA” DI PIZZO
ASSOCIAZIONE MUSEO DEL MARE
ASSOCIAZIONE TEATRALE PIZZITANA
CIRCOLO CULTURALE CORRADO ALVARO
COMITATO PIZZO 1815
PRESENTANO IL CORTEO
STORICO MURATTIANO
che dovrà tenersi ogni seconda Domenica di Luglio nella città di Pizzo che fu teatro della triste odissea dello sfortunato sbarco del re di Napoli, in quel drammatico Ottobre del 1815, nel vano tentativo di riconquistare il regno perduto. Avventura che finì tragicamente, cinque giorni dopo, con una scarica di fucileria, nell’angusto vaglio del castello cittadino. POTENZIALI
ENTI PATROCINANTI: - Ministero dei Beni Culturali;
-
Regione
Calabria;
-
Provincia di
Vibo Valentia; - Comune di Pizzo; - Pro – Loco di PIZZO;
-
Ente
Provinciale Turismo di Vibo Valentia;
-
Garden
Sud S.r.l. ;
-
Pineta Mare
di Ceravolo Francesco; - Banca Carime di
Pizzo;
-
Banco
di Napoli di Pizzo;
-
Banca
Cooperativa di Maierato;
-
Credito
Emiliano di Pizzo;
-
Gruppo
Callipo Giacinto;
-
Ditta
Sardanelli;
-
Ditta
Filippo Callipo;
-
Enti
pubblici e privati vari. POTENZIALI ENTI ORGANIZZATORI:
-
COMUNE
DI PIZZO;
-
COMITATO
PIZZO 1815 (tutti
gli Enti partecipanti saranno rappresentati nel Comitato
che coordinerà la Manifestazione);
POTENZIALI ENTI COLLABORATORI
ESTERNI:
-
IL
CIRCOLO CULTURA L’AGORA’ DI REGGIO CALABRIA; - COMITATO TOLENTINO 815 DI TOLENTINO LA STORIA Gioacchino
Murat salì sul trono di Napoli nel 1808, durante il periodo cosiddetto del
“decennio francese”, dopo che re Giuseppe, fratello di Napoleone, venne
chiamato dall’onnipotente congiunto a cingere la corona di Spagna. Tenne il
Regno per soli 6 anni, finchè i Borboni
In quel giorno Giacchino, accompagnato da pochi fedelissimi si allontanò dalla città partenopea, per non cadere in mano ai soldati di Ferdinando IV di Borbone. Si rifugiò ad Ischia e da lì raggiunse la Francia. Non si diede per
vinto, anzi preparò in poco tempo una spedizione per impossessarsi nuovamente
del regno. Nell’ottobre del 1815 partì alla volta della Corsica, e da qui
diresse verso il Salernitano, dove sperava con l’aiuto delle masse di
marciare alla volta di Napoli. Una tempesta, però, sconvolse i suoi piani: le
navi furono spinte a sud; alcune approdarono a San Lucido, vicino Cosenza;
quella che trasportava il sovrano venne sospinta nelle vicinanze di
Pizzo. Senza
perdersi d’animo Gioacchino volle ugualmente sfidare la sorte e con pochi
uomini a disposizione sbarcò sulla spiaggia Napitina, confidando di recarsi a
Monteleone, la cittadina che egli aveva elevato a rango di capoluogo di
provincia, e dove sicuramente avrebbe trovato numerosi adepti. Nelle strade di
Pizzo il drappello del re – era la Domenica dell’8 ottobre 1815 – venne
intercettato dalla Gendarmeria Borbonica al comando del Capitano Trentacapilli,
che arrestò l’ex re e lo fece rinchiudere nelle carceri del locale
castello. Informato della cattura dell’ex sovrano, il Generale Vito
Nunziante (quale Capo militare delle Calabrie) si precipitò incredulo da
Monteleone, dove si trovava, a Pizzo e quando si sincerò dell’identità del
prigioniero, usò nei suoi confronti tutti i riguardi dovuti ad un uomo d’altissimo
rango. Ferdinando IV, da Napoli, nominò una Commissione Militare competente a
giudicare Gioacchino, composta da sette giudici e presieduta dal fedelissimo Nunziante
LA
STORIOGRAFIA
Il
misfatto e la tragedia si compiono, si può dire, sulla nave, dove il Cap.
Barbarà (Comandante e responsabile di tutta la spedizione in mare) chiede al
Re di scendere a terra con il suo passaporto per aver più credito e forse la
possibilità di poterlo meglio tradire. Il
Re non è tanto propenso a questo
e viene fuori una furibonda lite, alla fine della quale Murat decide di
scendere personalmente a terra e chiedere ciò di cui ha bisogno. <<Tanto,
dice, il bravo popolo calabrese mi ama>>. Presagendo,
però che potrebbe imbattersi in qualche scorribanda
da parte di qualcuno della popolazione ostile ai francesi,
ordina al comandante di stare il
più vicino possibile alla riva, dove in caso di necessità, sarebbe stato
a portata di mano per una eventuale ed improvvisa fuga. E’
una bella Domenica dl Ottobre e la Piazza
di Pizzo pullula di gente, per lo
svolgimento del mercato che abitualmente si faceva in quel giorno. I
passeggeri o viaggiatori del
veliero scendono a terra in due o più volte con una scialuppa. Scende
per primo, tutto impettito ed
in alta uniforme G. Murat
seguito dal suo fedele cameriere e da tutto il
seguito composto da una trentina di persone tutte in divisa essendo ufficiali,
sottufficiali ed uomini in armi. Si
compone un piccolo drappello e dalla spiaggia della Marina si avvia verso
Pizzo percorrendo la Via della Chiesa che è piena di persone affacciate ai
balconi e che in mezzo alla strada fanno ala al corteo incuriosite dal
frastuono che la gente e tanti bambini fanno al seguito del passaggio dello
stesso. Come
il corteo arriva in prossimità della Via Marcello Salomone, lasciato Corso
Umberto, lo Spunduni è gremito di gente che incuriosita è tutta affacciata
alle ringhiere per curiosare. Arrivato
in Piazza il corteo si compone e si schiera con Gioacchino al centro, il
cameriere Charles alla sua sinistra ed il Generale Franceschetti alla sua
destra. Ancora la folla incuriosita non è a conoscenza della
identità delle persone che costituiscono questo drappello. Suonano le Dal
seguito di Murat considerato lo stupore e la curiosità con cui venivano
guardati, si eleva un grido: <<
Viva il re Gioacchino!>> <<
Viva il Re!>> Rispondono dallo stesso corteo. Ma
dalla popolazione che gremiva la piazza vi è quasi indifferenza e
nessuna partecipazione; anzi la gente che prima sembrava incuriosita
incomincia ad allontanarsi imitata anche da coloro che avevano esposto le loro
mercanzie. Notata
tale indifferenza il Re dice: <<
Andiamo a Monteleone là troveremo sicuramente dei cavalli!>>.
Si avviano cosi tutti verso la Salita dei Morti con poca gente per la
strada e tanta che guarda furtiva dietro le finestre e gli usci delle porte. Il
corteo arriva alla fine della Pineta ( sotto la cabina elettrica) e si ferma
per riposarsi un pò prima dl proseguire per Monteleone. Arriva,
avvisato da qualcuno del luogo, il Capitano G. Trentacapilli, in licenza a
Pizzo suo paese natale. E’ insieme con il fratello Raffaele ed i soldati
della guarnigione del Castello, seguiti da popolani armati di pali di legno e
forconi. Vuole sincerarsi degli
eventi e vedere di che trattasi considerato il grande fermento trovato lungo
le strade. Vista
quella gente in uniforme si para loro davanti e li apostrofa chiedendo chi
fossero e Gioacchino gli risponde: <<
Generale non conoscete Il vostro Re?>>
<<Non
vi conosco. Il mio Re è Ferdinando!>> A
quell’affronto fatto al suo Re il Gen. Franceschetti estrae la pistola
pronto a sparare al Trentacapilli, ma il Re lo ferma perché non vuole
spargimento di sangue. Murat cerca di spiegare le ragioni del suo sbarco nel
modo più dignitoso possibile al Trentacapilli, ma da questi riceve solo ed
esclusivamente maldicenze ed ingiurie tanto che alla fine non potendolo
convincere in alcun modo ordina ai suoi uomini di darsi alla fuga
presso la Marina dove pensa che vi sia la nave ad aspettarli. La nave
era si alla Marina ma ben lontana dall’essere raggiunta. Nella
fuga inseguiti dai soldati borbonici a colpi di fucile parecchi uomini di
Murat rimangono feriti ed in seguito fatti prigionieri. Arrivati alla Marina di Pizzo e constatato che la nave non è raggiungibile, Murat ed i suoi uomini cercano invano di varare una grossa barca arenata sulla spiaggia, perché nel frattempo sono stati circondati da gente del luogo che con fare minaccioso li voleva catturare. In loro difesa Pasquale Greco uomo robusto ed ardimentoso, riesce a tenerli a bada fino al sopraggiungere del Trentacapilli e degli uomini della guarnigione del castello. Dalla
lite si passa ai fatti ed anche alle pistole tanto che oltre ad avere la
peggio il seguito di Murat lascia a terra cadavere un suo ufficiale. Lo steso
Murat viene pestato e quasi spogliato dalle sue vesti ridotte a brandelli ed
una volta immobilizzato assieme ad i suoi uomini, sotto scorta, viene condotto
al Castello.
IL PROGETTO: A)
CONVEGNO DI STUDIO SULLA
STORIA DELLA CALABRIA DURANTE
L’EPOCA NAPOLEONICA E DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE AVENTE AD OGGETTO
<<MURAT E LE CALABRIE>>. Durata
prevista due giorni (Martedì e Mercoledì della settimana della
Manifestazione). Sarà organizzato insieme al Circolo Cultura l’AGORA’ di
Reggio Calabria, illustre sodalizio che dal 1995 organizza annualmente, giorno
13 Ottobre, in occasione dell’anniversario della morte un Incontro sul Tema
<<Gioacchino Murat: un re tra storia e leggenda>>. Al Convegno
relazioneranno oltre che a storici locali anche docenti di Storia delle
Università Calabresi. Sede prevista Cinema Moderno per le Conferenze e
Castello per i dibattiti.
B)
RAPPRESENTAZIONE TEATRALE DEL <<PECCATO DI GIOACCHINO>>
PRESSO L’ANFITEATRO DELLA VILLA COMUNALE DI PIZZO. Il
Venerdì della seconda settimana di ogni Mese di Luglio in preparazione della
manifestazione della ricostruzione storica degli ultimi giorni di
Re Gioacchino Murat, nel teatro della Villa Comunale, si terrà la
rappresentazione in costume dell’opera teatrale il <<Peccato di Gioacchino>>.
(è prevista la collaborazione del Comitato Tolentino815 di TOLENTINO) SOMMARIO 1. OBIETTIVI GENERALI
DEL CORTEO STORICO MURATTIANO Riprodurre
lo sbarco, la cattura, la prigionia, il processo e la fucilazione di
Gioacchino Murat a Pizzo.
2.
IL PERIODO DELLA RAPPRESENTAZIONE. Il
pomeriggio della seconda Domenica di Luglio di ogni anno e da ripetere
possibilmente il 13 Ottobre di ogni anno.
3.
A CHI’ E’ INDIRIZZATO. Alla
popolazione di Pizzo e dell’intera Regione Calabria; ai turisti che si trovassero a Pizzo e nella Regione e a
quanti sono interessati alla storia locale e nazionale.
4.
GLI ATTORI PROTAGONISTI. Scelti
da una selezione accurata. Devono avere somiglianze somatiche con i personaggi
che interpreteranno nel corteo.
5.
LE COMPARSE: IL POPOLO saranno
divisi in quattro gruppi: a)
Pescatori e marinai; b)
Facchini e scaricatori; c)
Donne Popolane; d)
Contadini e operai.
6.
I SOLDATI .
Soldati borbonici .
Soldati Murattiani .
Ufficiali Borbonici .
Ufficiali Murattiani
7.
I LUOGHI Dalla
Marina di Pizzo al Rione Carmine per finire in Piazza della Repubblica.
8.
IL PROCESSO E LA FUCILAZIONE. Da
svolgere la sera stessa della manifestazione
su di un grande palcoscenico da approntare in Piazza della Repubblica
davanti a tutto il popolo calabrese intervenuto.
MARINA
DI PIZZO:
*
Simulazione dello sbarco (nel tardo pomeriggio un gruppo di barche provenienti
dal Rione Stazione con a bordo Gioacchino ed i suoi sbarca alla Marina di
Pizzo). *
Ricomposizione del corteo e sfilata verso Piazza della Repubblica (durante
il tragitto due tamburini banditori, che precederanno sempre il corteo,
illustreranno alla popolazione la vera storia
di Re G. Murat). RIONE
CARMINE – CASTELLO: *
Incontro con il popolo pizzitano (Gioacchino con i suoi si dirige passando per
San Giorgio verso il Rione Carmine luogo in cui si tiene il Mercato
Settimanale di Pizzo per prendere contatto con il popolo).
* Arresto ( il re G. Murat,
resosi conto della inutilità dei
tentativi di convincere i soldati di re Ferdinando, tenta inutilmente
la fuga verso la Marina. Viene tratto
in arresto ed in catene portato prime nelle celle del Castello cittadino e
dopo davanti ai giudizi).
Piazza
della Repubblica: *
Processo (la Giustizia Borbonica su di un
palco appositamente preparato, processa
il Re di Napoli e lo
condanna a morte con immediata esecuzione della sentenza mediante
fucilazione). *
Fucilazione (La fucilazione: durerà pochi minuti ma sarà il momento
culminate che chiuderà il corteo).
Durata
prevista di tutta la Manifestazione dalle tre ore alle cinque ore.
Personaggi:
II)
Generale
Franceschetti;
III)
Maresciallo
di Campo NATALI;
IV)
CALVANI
Sotto-ispettore;
V)
Pernico,
capitano, morto sulla spiaggia;
VI)
Biciani,
capitano;
VII)
Poggi,
cameriere del Re;
VIII)
Armand,
valletto del Re;
IX)
Altri
22 soldati al seguito di Murat;
X)
Capitano
Gregorio Trentacapilli;
XI)
Generale
Vito Nunziante;
XII)
Canonico
Antonio Tommaso Masdea;
XIII)
Pasquale
Greco, patron di barche;
XIV)
Tenente
Barba, della dogana della Marina di Pizzo;
XV)
Tavella,
soldato borbonico ex murattiano;
XVI)
Francesco
Alemanni, Francesco Salomone e il sergente Sanadres
si uniscono a Murat;
XVII)
Giuseppe
Pellegrino, pizzitano, nemico giurato dei francesi;
XVIII)
Comandante
DEVOUX, responsabile del Forte “LA MONACELLA”;
XIX)
Signora
Felicia Ascoli, popolana di Pizzo;
XX)
Don
Tommaso Caparrotta, il marito;
XXI)
Giorgio
Grillo di Pizzo;
XXII)
Antonio Catalisano;
XXIII)
Antonio
di Cola;
XXIV)
Fortunato Sardanelli detto Balà;
XXV)
Francesco
Alcalà Y Cebrian; rappresentante del Duca dell’Infantado a Pizzo;
XXVI)
ROBINSON,
ammiraglio della flotta inglese nella rada di Pizzo;
XXVII)
Capitano
Giuseppe STARACE, ufficiale borbonico,
XXVIII)
LA
CAMERA, procuratore reale;
XXIX)
Galeano, bastaso;
XXX)
Girolamo
Tranquillo, Sindaco di Pizzo;
XXXI)
Barone
Cesare Antonio Malacrinis;
XXXII)
Antonio
Mattei, decurione del Comune di Pizzo.
MATERIALI
OCCORRENTI:
1)
Goletta,
barche e eventuale pontile per lo sbarco;
2)
Divise
per Murat e per il suo seguito;
3)
Divise
per Trentacapilli e per i soldati della guarnigione;
4)
Fucili;
5)
Carri,
carretti, cavalli, muli, asini, balle di paglia, panche di legno, ceste,
cofine, panieri, tavola per pane fresco, pane, ogni tipo di frutta, di ortaggi
e roba dl stagione, polli, capre, pecore. mucche, maiali.
6)
Artigiani
che vendono le loro mercanzie tipo: Ricottari, pescivendoli, cantinieri;
7)
Allestimento
di un palco, con relativi annessi e connessi, in Piazza della Repubblica con
almeno 1000 sedie in modo da consentire alla popolazione di seguire il
processo e la fucilazione di re G. Murat;
8)
Eventuali
divise per i componenti della
commissione della Corte Marziale e di tutti i soldati sia borbonici che
francesi.
PIANO
FINANZIARIO:
1)
NOLEGGIO
GOLETTA O IN ALTERNATIVA BARCHE CON ANNESSO EQUIPAGGIO DI VOGATORI PER UNA
GIORNATA ATTESO IL TEMPO NECESSARIO PER PREPARARE I MEZZI ALLA MANIFESTAZIONE
…………………………………………….…..Lire
10.000.000
2)
N.
50 costumi dell’epoca.…………………..Lire 25.000.000
3)
Noleggio
palco ed attrezzature necessarie.Lire 10.000.000
4)
Acquisto
fucili dell’epoca ed altre armi che saranno esposte nel costituendo Museo Murattiano…………Lire
30.000.000
5)
Compenso
attori professionisti del Processo e della Fucilazione
…………………….……………Lire
15.000.000
6)
Acquisto
attrezzatura varia da esporre anche nel Museo Murattiano per la ricostruzione
in Piazza della Repubblica e Rione Carmine di
un ambiente il più vicino possibile a quello di Pizzo ai primi dell’Ottocento
……………Lire 40.000.000
7)
Pubblicazione,
stampa e diffusione su tutto il
territorio regionale di un opuscolo illustrativo della manifestazione………………….…..…..Lire
30.000.000
8)
Pubblicizzazione
della manifestazione con spot sulle televisioni e radio calabresi e con
appositi manifesti in modo da darle rilevanza
regionale……..….….Lire 40.000.000
9)
Spese
accessorie generali varie……….Lire 40.000.000
10)
Costo
del Convegno di studi………...Lire 50.000.000
11)
Costo
della rappresentazione teatrale “U peccato di Gioacchino”………………………………..Lire
10.000.000
--------------------------- Totale….………………………………...…………Lire
300.000.000 Comitato
Pizzo 1815 1)
Francesco Antonio Stillitani 2)
Giuseppe Pagnotta 3)
Francesco Cortese 4)
Giuseppe Procopio 5)
Bruno Sarlo 6)
Pasquale Corallini 7)
Domenico Pacifico |
| |||||||||