Carolina Bonaparte in Murat - Pizzocalabro_it

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Re Gioacchino Napoleone
CAROLINA BONAPARTE IN MURAT
Venne chiamata Maria-Nunziata alla sua nascita ad Ajaccio il 25 marzo 1782. Conosce le vicissitudini dell’esilio quando la sua famiglia deve fuggire dalla Corsica nell’attesa che Napoleone sia nelle condizioni di sostenere i suoi. Viene affidata alle cure di Madam Campan, prima cameriera di Maria Antonietta dalla quale riceve quell’educazione che ancora le mancava..
   Ha 15 anni quando incontra, nel 1797 a Milano, Gioacchino Murat di cui s’innamora. Malgrado qualche reticenza da parte di Napoleone, il matrimonio verrà celebrato nel 1800. Da sostegno e incoraggia la carriera folgorante di suo marito. Anima la vita sociale sotto il consolato e l’impero organizzando numerosi balli e feste nelle loro residenze del palzzo dell’Eliseo o del castello di Neuilly.
   Diventata regina di Napoli prende parte attiva nella gestione del regno, il che provoca qualche tensione con suo marito. Eppure lo stesso Murat le affida la reggenza durante la campagna di Russia, funzione che compie alla perfezione. Le si deve lo sviluppo del settore manifatturiero e il proseguimento degli scavi di Pompei. Incoraggia le arti, arrichisce i palazzi reali e stimola l’istruzione popolare.
Napoleone lascia poco spazio di libertà a Murat nella guida del regno, lei si sforza di ammorbidire le relazioni tra i due cognati che a volye si inaspricono .    Vedendo profilarsi la caduta dell’impero, appogia Murat nelle sue mosse d’allontanamento da Napoleone e d’alleanza con i coalizzati nella speranza di salvare il loro regno. Dopo il ritorno dall’isola d’Elba, disapprova l’iniziativa di Murat di attaccare l’Austria dichiarando l’indipendenza italiana, il che li porterà alla fine del loro regno.    Dopo la caduta del 1815 può installarsi nel castello di Frohsdof in Austria sotto la sorveglianza delle autorità austriache. Si fa ormai chiamare contessa di Lipona (anagramma di Napoli). Dopo la morte di Napoleone, Metternich le dà l’autorizzazione di andare a Trieste e poi a Firenze nel 1831 dove muore il 18 maggio 1839. È inumata in una cappella che le è dedicata nella chiesa degli Ognissanti.
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