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Chiesa di Maria SS. del Carmelo
(sec. XIV).

E' la più antica di Pizzo, nel cuore del centro storico. Originariamente Chiesa di Maria SS. delle Grazie, di cui si conserva il quadro (sec. XVIII) sull'altare maggiore, fu poi dedicata al culto della Madonna del Carmelo. Vi era annesso l'antico ospedale, oggi distrutto. Si conservano: statue lignee (sec.XVII e inizi sec. XX) di ottima fattura; statua marmorea (prima metà del sec. XV); tela (sec.XVII) di autore ignoto; dipinti (sec.XX) di G. Murmura. La Chiesa è stata gravemente danneggiata da un incendio nel 1995. Pur non avendo una data certa della sua costruzione, pare che questa risalga al XV secolo, iniziata da una confraternita di Carmelitani sui resti di una cappella votiva, eretta dai pescatori di corallo amalfitani. Essa era intitolata a Maria SS. delle Grazie. Attiguo alla Chiesa fu edificato dal 1579 in poi, per concessione del Papa Gregorio XIII, il Monastero dei padri Carmelitani. La Chiesa ed il convento vennero eretti sul bastione che si affacciava sulla Seggiola. Il convento, semidistrutto dal terremoto del 1783, fu donato al Comune di Pizzo nel 1862, dopo dell'unificazione nazionale. Ristrutturato e modificato alla meglio, fu utilizzato come ospedale, ma la sua sorte ebbe breve durata; infatti il terremoto del 1905 lo rese definitivamente inagibile anche perché parte della roccia tufacea, su cui era edificato, era crollata definitivamente in mare. Sono rimaste soltanto le mura attaccate alla chiesa. Quando i Padri Carmelitani lasciarono il Monastero, anche la chiesa venne abbandonata ed affidata ad un Canonico della insigne Collegiata di S. Giorgio che la resse fino agli anni '80. La chiesa è sempre stata tenuta e mantenuta dalla devozione popolare, specie dalla gente del Rione Carmine.
  La notte di Pasqua del 1995, in seguito ad un incendio, la Chiesa è rimasta semidistrutta e andarono perduti tutti gli stucchi , paramenti, organo e coro, arredi, alcuni quadri, mentre delle statue lignee sono state gravemente danneggiate. Gli abitanti del rione, desiderosi di rendere la chiesa nuovamente agibile e di restituirla al suo antico splendore, assieme a tutta la cittadina hanno contribuito, anche in termini economici, alla sua ricostruzione ed alcuni artigiani si sono impegnati al massimo per restituirla al culto ed alla devozione popolare. La ditta dei fratelli Marcellino ha ripristinato le opere murarie e lignee, il Maestro D. Carioti si è occupato degli stucchi e delle decorazioni di tutte le parti andate in fumo, le statue sono state mandate a Lecce dove valentissimi restauratori le hanno fatte ritornare belle come erano prima dell'incendio; così la Chiesa è ritornata al suo antico e sobrio splendore e,  dopo circa cinque anni è stata riconsacrata, da S. Ecc. D. Tarcisio Cortese Vescovo di Mileto e restituita al culto non solo della cittadinanza ma di tutti i devoti che ogni giorno la visitano. In essa si possono ammirare: la Statua marmorea a tutto tondo della Madonna del Soccorso del XV secolo, di autore ignoto, la Statua lignea di S. Teresa d'Avila del 1604 di autore ignoto, Maria SS. del Carmine del 1926 dello scultore leccese G. Melecore, la Statua lignea di S. Rita da Cascia del 1935 dello scultore Stufflesser di Ortisei (Bolzano ), la Statua in gesso di S. Maria Goretti  del 1954, Statue in muratura dei profeti Elia ed Eliseo situate in alto ed ai lati dell'altare maggiore, di autore ignoto. L'altare, che è in muratura, è riccamente decorato con pitture e stucchi in oro zecchino, sovrastato dal quadro di Maria SS. Assunta in cielo di Antonio La Gamba di Vibo Valentia (1998), opera questa in sostituzione dell'antico quadro dell'Assunta semidistrutto nell'incendio del 1995. Si distinguono, inoltre, un'Acquasantiera in ceramica e Mensa in ceramica policroma dello scultore G. Curatolo di Pizzo del 1974, il quadro della Madonna delle Grazie del 1769 di Saverio Iannuzzi, il quadro della Madonna del Carmine del XVII secolo di autore ignoto, un Cristo in Croce olio su tela del 1936 di G. Murmura di Pizzo. Il campanile, appena rifatto, ospita due campane, la grande datata 1671 e la piccola del 1836. Nella piazzetta antistante la chiesa, accoglie i fedeli una statua bronzea dedicata al Beato Padre Pio (1997), opera dello scultore Giuseppe Farina di Monterosso  Cal. a devozione dei coniugi Falcone.

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