Vivere lontani dai partiti.

Vivere lontani dai partiti.

Oggi per essere dei buoni cittadini bisogna essere apolitici, nel senso di stare lontano il più possibile dai partiti  politici, e di andare a votare non più sulla base delle indicazioni delle varie decine di sigle politiche che, senza ideologie, idee, programmi e progetti alle spalle e qualche volta anche senza uomini tentano di orientare la pubblica opinione. Formazioni che continuamente nascono e muoiono sotto i nostri occhi, spesse volte fondendosi o dividendosi come le cellule per dare luogo a nuove formazioni. Tutti costoro pensano solo ai loro esclusivi interessi personali fregandosene completamente del resto, cioè di tutti Noi cittadini, dei nostri problemi, delle nostre ansie e delle nostre aspettative. Ebbene bisogna orientare le nostre scelte sulla base degli uomini più o meno validi che si sono candidati per amministrarci. Poi nelle Sedi opportune, Aule parlamentari, faranno le trattative, concorderanno i programmi e faranno il Governo. Sarebbe ora di finirla con i Partiti Azienda dove comanda solo il Capo per il semplice fatto che sulle sue spalle gravano tutte le spese del Partito. Oppure con i Partiti classe scolastica dove tutti devono mettersi in riga secondo gli ordini dell’unico capo e dove chi sbaglia viene subito sbattuto via. Per non parlare del partito delle classi operaie che ormai si è spostato su politiche che lo stesso Berlusconi non oserebbe mettere in atto. I Partiti ed i loro attuali dirigenti sono quasi tutti da mandare a casa. In altri termini è tempo di rinnovare integralmente tutta a classe politica, e questo lo possiamo fare con il voto scegliendo le persone giuste, più capaci e competenti e soprattutto oneste. Certo i meccanismi attuali non consentono un tale risultato immediatamente in quanto forniti di ammortizzatori, però, bisogna pur sempre iniziare per evidenziare questa esigenza imprescindibile di totale rinnovamento.  

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