RIFLESSIONE SULLA FOSSA COMUNE DEL CIMITERO DI PIZZO

RIFLESSIONE SULLA FOSSA COMUNE DEL CIMITERO DI PIZZO

RIFLESSIONE SULLE FOSSE COMUNI. Le fosse comuni sono un retaggio del passato. Nell’800 prima della creazione del cimitero si usavano questi metodi. I sotterranei delle Chiese di Pizzo sono piene di ossa umane. Questa specie di fossa comune del Cimitero di Pizzo non ha neanche la dignità di fossa comune, ma è un obbrobrio alla dignità non solo di quei poveri resti ma di tutta l’umanità. Certo che li dentro i defunti non ci sono andati da soli. Qualcuno ce li avrà pure messi. A Pizzo, a ben vedere il rispetto delle anime del Purgatorio ed il culto dei morti sono valori morali di fede molto radicati. Il popolo di Pizzo è da sempre cristiano con una radicata fede in Cristo ed in tutti i suoi valori. Tutte le famiglie hanno il proprio ossario, nel quale ripongono i resti mortali dei propri cari insieme a quelli di coloro che li hanno preceduti. Sono veramente pochi coloro che sfuggono a questo percorso tracciato. Certamente non nella quantità che emerge dall’esame visivo delle immagini che da qualche giorno stanno circolando sui giornali della Calabria. Certo il caso di Pizzo nulla ha, a che vedere, con quello di Tropea. Ritengo sia solo un caso di mala gestione della cosa pubblica. Ma ora che è noto a tutti, allora, non può essere ignorato. Nessuno può, in coscienza fare finta di niente. Nessun uomo o donna di fede può fare finta che non sia successo niente. Fino a quando i morti non riposano in pace i vivi sono privati dalla loro tranquillità ed anzi incorrono nelle ire di Dio, che tutti ci ha creati. Da sempre il mondo spirituale ha avuto le sue influenza su quello materiale. E non può essere escluso che lo stesso accada ancora.

RIFLESSIONE SULLA FOSSA COMUNE DEL CIMITERO DI PIZZO

Pizzo 13/2/2021. RIFLESSIONI DI UN PIZZITANO SUL CIMITERO DEGLI ORRORI DI TROPEA

IL CIMITERO DEGLI ORRORI. Sui giornali le luci della ribalta sono attualmente accese su quello di Tropea dove la dignità e pietà umana è stata continuamente e ripetutamente violata. Mi domando se si tratta di un caso isolato? E negli altri Comuni del Vibonese, per non allargarsi troppo, come stanno le cose. Tempo fa a Pizzo furono fatti dei lavori di ristrutturazione nell’area cimiteriale assegnata ad una Congrega di Pizzo con importanti spostamenti di reperti cimiteriali e notevoli lamentele da parte dei cittadini che non trovavano più i resti mortali dei propri cari. Fortunatamente per la nostra Comunità i problemi lamentati allora non assunsero l’ampiezza di quelli attualmente vissuti dalla Comunità di Tropea. Ciononostante anche Pizzo soffre della scarsa attenzione del Comune verso il problemi dei resti umani recuperati dai loculi scaduti siano essi decennali o perpetui (99 anni). La risposta corretta dovrebbero essere gli ossari delle famiglie di appartenenza dei defunti. Risposta corretta ma incompleta perché sfugge al problema di quelle famiglie completamente estinte o trasferite e mai più ritornate a Pizzo e di coloro che famiglie non ne hanno mai avute. Dove vanno i resti mortali di costoro? La risposta corretta dovrebbe essere l’Ossario Comunale. Dovrebbe essere la versione moderna delle fosse comuni che si trovano all’interno delle nostre antiche Chiese. Se le domande da teoriche diventano pratiche le cose si complicano. Nel Cimitero di Pizzo se c’è dove esso si trova esattamente? Chi lo gestisce? Esiste un Registro con le movimentazioni di questi resti umani per sapere chi sono coloro i cui resti sono stati definitivamente sepolti in questo Ossario Comunale. Come materialmente vengono gestiti? Sono bruciati? Sono custodite in cassette? Vengono ammassati in cumuli e quindi trattati come rifiuti? Tutto questo dovrebbe essere regolamentato da un apposito Regolamento di Polizia mortuaria. Se a Pizzo esiste non è facile consultarlo. Nei meandri del sito del Comune non si trova nulla del genere. Pizzo è una comunità che piange e rispetta i suoi cari defunti. Il che non è sempre vero per le Amministrazioni Comunali che si sono succedute nel tempo. Anzi le risorse impiegate nello stesso sono stati sempre misere se non del tutto inesistenti. Ciononostante grazie all’impegno dei Custodi del Comune e della “pietas” dei cittadini l’immagine che esso offre è un luogo di pace e tranquillità che la Comunità dei viventi preserva per i propri cari defunti. Siamo certamente in condizioni migliori di molti altri Cimiteri del Vibonese. Pur tuttavia l’organizzazione e la gestione delle sepolture eterne è un problema aperto non ancora risolto che solo un apposito regolamento comunale potrebbe definitivamente risolvere. Tale Regolamento di sicuro esiste da qualche parte negli atti del Comune solo che venirne a conoscenza è difficile se non impossibile. Dovrebbe quantomeno essere pubblicato sul sito del Comune. Ho controllato ed al momento della scrittura del presente post non sono riuscito a trovarlo. Se qualcuno ne è a conoscenza farebbe opera gradito a molti indicarci come fare per venirne a conoscenza. Grazie.

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