A DAVIDE DONATO  LA PRIMA EDIZIONE DEL SAN GIORGIO D’ORO   di Giuseppe Cultrera

A DAVIDE DONATO  LA PRIMA EDIZIONE DEL SAN GIORGIO D’ORO  di Giuseppe Cultrera

A DAVIDE DONATO  LA PRIMA EDIZIONE DEL SAN GIORGIO D’ORO

di Giuseppe Cultrera

pubblicato su Calabria Ora il 27 aprile 2009 (Anno IV n.115 pag.16)

 

Forse non se lo aspettava, la signora Rosa Maria Nosengo, che dopo poco più di tre mesi dalla scomparsa del suo caro David, la città di Pizzo avrebbe tributato a quel grande uomo di cultura una serata di omaggio alla memoria che sarà difficile dimenticare. Un evento che, per lo più, ha rappresentato una sorta di perentorio ed unanime atto di riparazione squarciando il velo di un’inspiegabile imperturbabilità che a Pizzo aleggiava sulla figura e sullo spessore culturale di David Donato, nonostante l’ultra cinquantennale attività esercitata come poeta, scrittore, saggista, giornalista, commediografo e compositore musicale. Non se lo aspettava, la signora Rosa Maria, tutto il calore manifestatole dai presenti e la religiosa attenzione, intrisa di commozione, con cui la platea ha ascoltato i mirati approfondimenti, esposti dai relatori, dei linguaggi letterari, poetici, narrativi, teatrali, saggistici e musicali scanditi ed intercalati dall’autore nelle proprie variegate opere e che esaltano le molteplici “location” da egli brillantemente immortalate (il mare, la pesca del tonno, la storia e le tradizioni locali, il vernacolo pizzitano, la natura, i temi sociali, il teatro, il Natale, etc.). E se nel corso della serata, toccando le corde del cuore ha davvero lasciato un segno tra i presenti la riscoperta di alcuni tra i più bei componimenti poetici dell’autore, suggestivamente declamati, e talune sue meravigliose liriche,  in modo affascinante cantate, allora giunga l’auspicio che questo riconoscimento alla memoria possa inaugurare una degna ed intensa attività di studio, di rivalutazione e di divulgazione delle opere create da David Donato le quali rappresentano, per la città di Pizzo e per la Calabria, un patrimonio culturale che, senza dubbio, meriterebbe di essere opportunamente ripreso e valorizzato come modello di approfondimento didattico per le nuove generazioni. E così, raccogliendo l’invito della signora Rosa Maria la quale, ritirando il “San Giorgio d’Oro” tra le lacrime e la commozione, ha rammentato di non dimenticarsi di David Donato e di proseguire a ricordare la sua figura e a rivalutare le sue opere, giriamo la palla alle innumerevoli, forse troppe, associazioni culturali presenti sul territorio. Tanto per cominciare: perché non procedere alla ristampa delle sue opere alcune delle quali sono quasi scomparse o delle quali ne esistono in giro solo rarissimi esemplari?

Giuseppe Cultrera

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