I TEMPI DEL CAOS di Giuseppe Pagnotta

I TEMPI DEL CAOS di Giuseppe Pagnotta

I TEMPI DEL CAOS.

Le quattro stagioni canoniche che da sempre governano il clima nel mondo intero ormai lavorano in condizione di disturbo e di squilibrio. Le mezze stagioni sono scomparse. Fenomeni estremi si manifestano in luoghi dai quali sono stati sempre assenti. Ondate di caldo in continuità si suddegiono a ondate di freddo. Si alzano i livelli dei mari, si sciolgono i ghiacciai, le Terre della Groenlandia coperti da sempre da immendi ghiacciai si stanno trasformando in praterie. Malattie strane, mai viste e combattute si diffondono con sempre maggiore frequenza nel mondo. La pandemia è vicina. Interi continenti vanno a fuoco. L’Australia brucia. L’Amazzonia Brucia. Masse infinite di popoli non reggono più lo status di povertà, guerra e fame nel quale da sempre si sono trovate prigioniere. Cercano di venirne fuori  dando origine a flussi migratori sempre poù imponenti. Tutti vogliono un’Europa che non può accogliere tutti. Nasceranno conflitti sempre più violenti ed ingovernabili. Un mondo destinato a soffrire squilibri nel campo della demografia con popolazioni di colore molto più numerose di quelle bianche e con trend di crescita sbilanciati a favore delle prime rispetto a quelle bianche. Le scale di valori che hanno governato da sempre il mondo ormai letteralmente scomparse. Oggi è sempre più difficile di parlare di valori identitari del cristianesimo così come delle altre religioni. Ormai nessun crede più a niente, discorso accettato da tutti anche se qualcuno fa ancora  le dovute eccezioni. La stessa famiglia è in crisi. I matrimoni ormai sono minoritari rispetto alle convivenze. Si fanno sempre meno figli, e tutto si sta involvendo in una spirale negativa verso il basso. Sono discorsi di fatti concreti e reali sui quali si potrebbe discutere all’infinito. E’ nato e sta crescendo nella nostra civiltà un terribile mostro che aggredisce tutto e tutti con l’unico intento della distruzione totale quale risultato finale del CAOS.

LA DIFESA DAL CAOS. Dobbiamo riprendere le redini degli eventi ristabilendo le regole dell’ordine naturale delle cose in essere dall’eternità. La prima cosa da fare è quella di ricordarci che ognuno di noi da solo vale zero mentre insieme agli altri, per fare i bene, aumenta in modo esponenziale il proprio valore con l’aumentare delle persone partecipanti. Bisogna promuvere tutto quello che fa incontrare le persone, sviluppare tutto quello che le unisce approfondendone la conoscenza reciproca in tutti i campi umani. Vietare la solitudine, facilitare al massimo i matrimoni . Regolamentare la rete, che è tra i principali colpevoli di questo stato di cose,  facilitando tutto quello che  collega  e fa interagire gli esseri umane e vietando tutti quelle situazioni ed utilizzi che invece facilitano l’isolamento degli uomini. La rete è solo uno strumento dell’uomo e come tale può essere un mezzo potentissimo di ricchezza e sviluppo per tutta l’umanità oppure uno strumento di solitudine e di abbrutimento, una cassa di risonanza e di diffusione di quanto di peggio abbia partorito la mente della razza umana.

ORGANIZZARSI PER DIFENDERSI.  Dinnanzi a tali problemi di portata planetaria il singolo non può niente se non assistere alla autodistruzione del proprio mondo. Ma due singoli costituiscono un Gruppo il quale come tale è notevolmente più potente della somma dei due singoli. Il singolo rimane singolo. Il Gruppo invece può crescere all’infinito. Le “sardine” in pochissimo tempo sono scresciute in misure tale da riempire le piazze. Il Gruppo sia nel piccolo che nel grande può fare cose alle quali il singolo non ci spera nemmeno.

LE PICCOLE REALTA’. Non tutti viviamo nei grandi centri urbani. Ma anche nelle piccole comunità i problemi naturali ed esistenziali sopra appena accennati non sono di secondaria importanza per la vita di tutti i giorni e per il futuro. Per cui operare nel piccolo si può, anzi si deve, perché alla portata di tutti. Ognuno ha l’obbligo di fare quello che può concretamente fare. Non fare nulla è immorale e innaturale.

 

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