20 Dicembre 1998 – Natale al Castello con l’Associazione “Pro-Castello Murat” alias “Murat Onlus”

20 Dicembre 1998 – Natale al Castello con l’Associazione “Pro-Castello Murat” alias “Murat Onlus”

Esiste nelle nostre tradizioni un proverbio che dice: “L’unione fa la forza”. Cosa volessero dire veramente  i nostri antenati l’ho scoperto un giorno della mia ormai lontana gioventù mentre tra gli emicicli dell’aula del Dipartimento di Economia Aziendale seguivo la lezione del Prof. Zanetti sulla forza dell’organizzazione all’interno delle aziende. Ci spiegava che essa costituiva un valore fondamentale per ogni attività umana e per quella aziendalistica in particolare. “Se incarichiamo una persone – diceva – di alzare un certo peso arriverà, ad esempio, a sollevare al massimo 50 Kg. Stando così le cose se ne incarichiamo due allora quanto peso solleveranno? Noi rispondevamo di 100 Kg. E vero, diceva il professore se l’azione di sollevare dei pesi la faranno singolarmente, se invece i pesi li metteremo all’interno di un contenitore e li inviteremo a sollevare lo stesso allora operando insieme arriveranno a sollevare 120-130 chili ed oltre. E’ questa la forza scientificamente studiata e dimostrata dell’organizzazione (dell’operare insieme). Queste parole sono rimaste talmente impresse nella mia mente che ancora oggi dopo 50 anni le ricordo perfettamente. Nel 1993 anno in cui fui eletto Consigliere Comunale e nominato Assessore e Vice Sindaco a Pizzo tutti sapevano che c’era un Castello. Pochi eletti conoscevano la sua storia mentre la maggioranza lo conosceva come sede dell’Ostello della Gioventù e del Circolo dei Nobili. L’ élite culturale di Pizzo non si era mai preoccupata della sua valorizzazione ritenendolo evidentemente un bene da riservare a pochi tenendo la cittadinanza il più lontano possibile. Io avevo vissuto la mia fanciullezza in Via Savoia che è una di quelle Vie che da San Giorgio portano al Castello. All’epoca, anni 50, il castello era dirupato non accessibile al pubblico. Io con i miei compagni vi accedevamo dalla porticina collocata proprio sotto il ponte levatoio. Era sbilenca facilmente superabile. Utilizzavamo lo stesso per i nostri giochi d’infanzia. Anche io all’epoca non ne sapevo niente. Nelle scuole si parlava di altro: la Storia dei Regni prima dell’unificazione erano tabù. Poi andai a studiare all’Università di Torino e li cominciai ad acquistare conoscenza e coscienza di che cosa avrebbe potuto rappresentare per Pizzo il Castello con tutta la sua storia. Murat, il Decennio Francese, il Brigantaggio, il Risorgimento, Napoleone tutti temi molto interessanti dei quali iniziavo a coltivarne la conoscenza. Ritornato a Pizzo tutto questo come se non ci riguardasse. Vi erano Pochissimi appassionati storici locali. Dei veri rompiscatole da tenere a debita distanza per i problemi che avrebbero potuto porre alle varie amministrazioni comunali e come realmente a volte hanno posto. Aggiungo fortunatamente per noi perché, ad esempio, grazie a loro le botole sepolcrali di San Giorgio ancora sono li a testimoniare la storia di Pizzo. Nel 1993 sospinto da varie amici tento le elezioni comunali e risulto eletto. Questa fu la molla che fece scattare dentro di me il dovere morale di tentare di fare quanto più possibile per la mia piccola città. Riscoprire, far conoscere e valorizzare il Castello con tutta la sua storia mi sembrò una buona idea che feci rientrare nei miei progetti futuri. Nel frattempo alla Regione arriva alla carica di Assessore alla Cultura un vibonese illustre avvocato il quale dimostra non solo a parole di voler intervenire come realmente fece a favore di Pizzo e del suo Castello. Io invece, come amministratore comunale, organizzai nella sede del Consiglio Comunale una grande riunione dove invitai il meglio della élite culturale di Pizzo per iniziare quella attività di sensibilizzazione che dopo poco tempo portò a creare l’Associazione Pro Castello alla quale inizialmente aderirono oltre cento persone. Le immagini che propongo di seguito sono di quello straordinario periodo nel quale gettammo le basi per la rinascita culturale e quindi economica e turistica di Pizzo. Ci sono anche personaggi famosi i quali hanno servito la Comunità di Pizzo per tanti anni senza mei nulla a pretendere. Una grande tenerezza per quelle persone e per quelle vicende che ancorché facenti parte della nostra storia cittadina  sono stati i germogli che hanno consentito la nascita e lo sviluppo ai massimi livelli dell’Associazione culturale Gioacchino Murat e di tutto quello che la stessa ha realizzato in questi diciannove anni.    

20812/1998 – Natale al Castello con l’Associazione Pro Castello alias Murat Onlus

LA NOTTE DI NATALE. AUGURI A TUTTI

LA NOTTE DI NATALE. AUGURI A TUTTI

Questa notte di Natale da poco iniziata mi induce ad una riflessione sulla nostra natura umana e sul rapporto con il nostro Dio. Ricordiamo la nascita di un bambino speciale, nientedimeno che la nascita del figlio di Dio. Si tratta di un evento talmente importante che sebbene avvenuto duemila anni fà Noi, ancora oggi, lo continuiamo a ricordare. Ma cosa c’entriamo Noi uomini del terzo millennio con un evento dell’antichità? Si tratta pur sempre della nascita di un bambino come tantissimi altri bambini. Un fatto ordinario se non per il fatto che si tratta del Figlio di Dio? Oppure potrebbe esserci qualche altro motivo che ancora oggi ci coinvolge in questo evento? A nascere nella notte di Natale non è solo Gesù Bambino ma sono tutti gli uomini e donne di questo mondo. Tutti siamo chiamati da Dio a lasciare l’uomo vecchio convertendoci all’uomo nuovo Gesù Cristo. Dio non vuole perdere nessuna delle sue creature. Le vuole tutte salvare donandogli la vita eterna. Dio ci vuole tutti Santi. E per l’appunto tutti gli anni a Natale ci offre questa possibilità di pentirci dei nostri peccati e rinascere insieme a suo figlio Gesù Bambino. Questo rende grande il nostro Credo. Ci offre continuamente l’occasione di accogliere il nostro Dio facendosi sentire e diventare veramente suoi figli prediletti. Questo è l’Augurio che penso valga la pena fare a tutti Noi, questo vuol dire essere cristiani con l’intrapresa di un cammino di santità attraverso il lavoro al servizio di Dio e del suo Creato, di cui gli uomini tutti sono parti essenziali. Buon Natale a Tutti. Giuseppe PAGNOTTA   

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