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Benvenuti a Pizzo

Pizzo è una ridente cittadina di circa 9000 abitanti, con un sole ed un mare spendidi ed una posizione incantevole, abbarbicata su di una rupe sporgente sul Mar Tirreno. Secondo la tradizione, sorse sulle rovine dell'antica Napitia, fondata da una colonia di Focesi, scampati all'eccidio di Troia ed ivi stabilitisi, attratti da questi ameni luoghi, su cui poi fiorì la Magna Grecia.

IL Castello Murat

Eretto nella seconda metà del XV secolo da Ferdinando I° d’Aragona, il castello di Pizzo ha due torrioni cilindrici angolari, dei quali la torre grande, detta torre mastra, è di origine angioina (1380 circa).
Il massiccio corpo quadrangolare, con casematte e pianterreni, che scende perpendicolare sulla rupe dalla parte del mare, eradall’altra parte circondato da un fossato, sul quale il ponte levatoio e la porta, situati fra una delle torri rotonde, dalla parte di occidente, e la parte angolata, ne consentivano l’accesso. La fortezza era dotata di camminamenti che portavano fuori città ed era stata costruita allo scopo di difendere la costa dai barbareschi e "ad manutenendos cives in fide".

Quando la "terra del Pizzo" passò dalla casa d’Aragona a quella dei Sanseverino ed a questi confiscata nel 1504 per delitto di fellonia, fu data a Don Diego de Mendoza, generale delle Galee; e da lui, per diritto ereditario di successione, detti beni passarono alla Casa dei Silva, alla quale apparteneva il Duca dell’Infantado, che li conservò con tutti i diritti e privilegi annessi fino al 1806, quando - per Decreto del Re Giuseppe Napoleone - fu abolita la feudalità con tutte le sue attribuzioni e prerogative. Dopo la Legge eversiva della Feudalità, il castello sollevo spesso questioni di diritto di proprietà fra il Comune ed il genio Militare. Fu occupato dal Governo, che lo adibì a caserma e a prigione.Passò poi al Comune di Pizzo, cui lo cedette il Governo Italiano, conservando solamente la parte che - con Decreto del 3 giugno 1892 - fu dichiarata "Monumento Nazionale". Fu danneggiato dal terremoto del 1783, che ne distrusse le camere superiori; esse furono riedificate nel 1790 a cura e spese dell’Amministrazione Ducale. Oggi, alcune delle sue strutture sono andate perdute; mentre, per il resto, la costruzione conserva il suo aspetto originario. Nelle sue sale, si svolse l’avvenimento che - come dice A.Dumas - fece divenire Pizzo "una delle stazioni omeriche dell’Iliade napoleonica".

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Chiesa di Piedigrotta

E' una grotta  scavata nella roccia che si estende in tante direzioni, con stalagmiti diventate colonne e scolpite e trasformate in  statue. Una serie di arcate e pilastri naturali, dove si intravedono conchiglie e valve di molluschi, separano le diverse cappelle e grotte, che ospitano un presepe, un San Giorgio e un drago, angeli, una Madonna di Pompei, la scena della moltiplicazione dei pani e dei pesci, altre scene  bibliche, altri santi, una Bernardette in preghiera, un cervo, altri animali. In fondo, un piccolo altare e l' immagine della Madonna. Un impatto sorprendente, amplificato dalla tenue luce che penetra dalle piccole finestre della facciata e poi dalle piccole aperture tra la roccia, che rimodella le figure e crea un' altra aura intorno a questa fantastica rappresentazione sacra, mentre l' acqua stilla dalle pareti e il fruscio delle onde sembra fare da controcanto alle litanie, suscitando nuove forti emozioni nel visitatore. Sul soffitto e sulla semicupola che sovrasta l' altare, poi, tracce di affreschi rosi dalla salsedine e dall' umidità.

Si narra che verso il 1665 un veliero napoletano in navigazione in balia del mare tempestoso fu schiantato contro le rocce. In quei momenti drammatici, il capitano espresse voto alla Madonna affinché salvasse la vita dell' equipaggio. Il vascello si inabissò, ma gli uomini riuscirono a raggiungere la riva, lì dove oggi sorge la chiesa. Sul bagnasciuga, i marinai ritrovarono il quadro della Madonna che si trovava a bordo della nave. Decisi a mantenere la promessa fatta, scavarono nella roccia una  piccola cappella e vi collocarono la sacra immagine. Ci furono altre tempeste e il quadro, portato via dalla furia delle onde che penetravano fin nella grotta, fu sempre rinvenuto nel posto dove il veliero si era schiantato contro gli scogli. Tra la fine dell' Ottocento e gli inizi del Novecento, due artisti del luogo, Angelo Barone prima e suo figlio Alfonso, poi, scavarono altre grotte e scolpirono le diverse decine di statue raffigurando scene delle Sacre Scritture. I due affrescarono anche i soffitti della piccola navata e della semicupola sopra l' altare, dando vita a un culto popolare profondamente sentito, che oggi si rinnova tra l' incanto dei visitatori abbagliati da questo spettacolo singolare reso più affascinante dalla luce cangiante del mare e del cielo di questa costa.

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Prossimi Eventi

Molti sono gli eventi realizzati nella Città di Pizzo, con un'assoluta prevalenze delle Feste Religiose. In febbraio normalmente la locale Pro Loco in partnership con le Scuole ed il Comune organizza il Carnevale Napitino. Segue poi il periodo della Quaresima che termina con la Settimana Santa dove le Processioni lungo le Vie ed i Riti all'interno delle chiese sono quotidiane. In Estate poi tengono banco innumerevoli manifestazioni di ogni tipo (musicale, teatrale, culturale, ecc). In Autunno è tipica di Pizzo la Rievocazione Storica dello sbarco, arresto, condanna e fucilazione del Re Gioacchino Murat che si tiene la seconda Domenica del mese di Ottobre con cadenza biennale ed è organizzata dall'Associazione Culturale Gioacchio Murat Onlus di Pizzo (murat.it).

Segue il 1 Novembre la Fiera di Tutti i Santi. Poi a Dicembre tutta una serie di Feste per lo più religiose che iniziano con la Festa della Madonna Immacolata, proseguono con la Festa di Santa Lucia e terminano con le Feste Natalizie.

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