CASSANO

Il 3 agosto finalmente il piccolo esercito del Reyner giunse a Cassano, dove poteva dirsi in salvo perché in comunicazione con il Verdier. Questi il 9 luglio, alla testa di ottocento Polacchi, aveva lasciato

COSENZA

Cosenza, e seguito da una parte della popolazione, tra le grandi difficoltà di una marcia in territorio montagnoso e le continue molestie di numerose bande d’insorti, era stato accolto a Cassano a fucilate dagli abitanti, quindi a

POLICORO

Policoro, presso Matera, e l’8 agosto si era unito al Reynier.
Questi veniva ad avere così sotto i suoi ordini più di seimila uomini e riusciva a difendersi fino a che non giungessero i rinforzi da Napoli. Il re veramente, appena avuta notizia della sconfitta di Maida, già aveva mandato verso la Calabria due battaglioni composti in gran parte di Polacchi; ma questi erano stati respinti con fortissime perdite a

LAURIA

Lauria (14 luglio); un altro corpo di millecinquecento uomini sotto il generale Vintimille, mandatovi poco dopo, non aveva potuto spingersi oltre Lagonegro. Non erano più quindi casi isolati ma la ribellione prendeva proporzioni sempre più grandi e il governo di Napoli sapeva che per stroncarla in ogni luogo occorreva mandare contro gli insorti un vero e proprio esercito; gran parte però di quello giunto con il Massena dal nord era impegnato nell’assedio di Gaeta; occorreva quindi aspettare che prima cadesse questa fortezza e poi pensare ad una spedizione nella Calabria in grande.