GIOVANI NAPITINI E REDDITO DI CITTADINANZA

GIOVANI NAPITINI E REDDITO DI CITTADINANZA

I GIOVANI DI PIZZO ED IL REDDITO DI CITTADINANZA. Qualunque forma di aggregazione umana è strettamente collegata alla comunanza d’interessi, di valori e di ideali. La mancanza di essi la rende molto difficile se non impossibile fino ad assumere il valore negativo egoistico della disgregazione. Ognuno per se e Dio per tutti si diceva una volta. Secondo tale modo di pensare ognuno dovrebbe badare esclusivamente agli interessi propri e della propria famiglia, disinteressandosi di tutto quello che riguarda la CASA  COMUNE. Ed oggi i Pizzitani stanno viaggiando ad alta velocità in tal senso. Le Chiese sono vuote. I Partiti politici o non ci sono proprio oppure contano molto meno. Sui social quasi tutti si limitano a leggere quello che scrivono gli altri, premendo o meno il tasto dei like. Che esprimono il proprio modo di pensare sono veramente in pochi. Il mondo delle Associazioni è più di facciata che di sostanza, nel senso che molti si sono creati la propria Associazione personale autonominandosi Presidente senza che ci sia alcun retroterra di uomini e mezzi. Quelle veramente operative forse non superano le dita di una mano rispetto alle centinaia che esistenti sulla carta. Sono praticamente scomparsi i luoghi di aggregazione sociale che erano La Piazza, la Biblioteca, gli Oratori, le Associazioni Cattoliche, le Sedi dei Partiti. Tutto questo penalizza i giovani che non hanno più i luoghi per socializzare, incontrarsi e conoscersi. Oggi è triste essere giovani. Niente lavoro e quindi nessuna possibilità di mettere su famiglia, di farsi una casa propria, di mantenere figli, di avere la propria vita. Oggi sono parcheggiati nelle case dei genitori in attesa di un nulla che non puo’ essere accettato supinamente da nessuno, ne dai giovani e ne tantomeno dalle famiglie che vedono i propri figli predestinati ad una vita di stenti a carico della Pubblica Assistenza. Ed in questo senso va anche il prossimo reddito di cittadinanza. 

La Cultura e gli Uomini veri, i mezzi uomini, gli ominicchi ed i quaquarachà

La Cultura e gli Uomini veri, i mezzi uomini, gli ominicchi ed i quaquarachà

La parola “quaquaraquà” proviene da un’espressione usata da Leonardo Sciascia in un romanzo che ha scritto nel 1961 intitolato “Il giorno della civetta.” La storia prende spunto dalla uccisione di Accursio Miraglia, un sindacalista comunista, che ha avuto luogo a Sciacca nel gennaio 1947 dalla mafia Cosa Nostra. Nel libro di Sciascia lui divide gli uomini in quattro categorie:  Gli uomini veri. Gli uomini veri sono istruiti e pensano da se stessi. Non sono dettati dai sentimenti popolari o pettegolezzi. Sono altruisti e rispettano gli altri. Difendono i loro ideali e muoiono per la loro libertà e la libertà degli altri. Dicono no alla mafia e la camorra. Non impongono la loro volontà o comandano gli altri.Le loro attività è volta a portare la pace nel mondo. Cercano di aiutare gli sfruttati, creano posti di lavoro e una cultura di benessere. Combattono la stupidità. Ascoltano. Cercano di capire. I mezzi uominiI mezzi uomini sono quelle persone che non prendono mai la responsabilità diretta per le loro azioni. Hanno paura e sono senza direzione.Pensano solo ai propri bisogni e desideri. Non hanno nessuna iniziativa, ma criticano quelli che sanno agire. Sono negativi e cercano di far cadere gli altri che stanno lavorando per il bene. Invece di dare sostegno agli altri, si tirano fuori. Sono uomini negativi, immaturi, dal pensiero negativo. Invece di fare ordine creano una grande confusione. Gli OminicchiGli ominicchi sono quelli che vivono nell’ombra e sono sempre pronti a sfruttare gli errori degli altri. Si tratta di quelli che non decidono per se stessi, ma prendono ordini dai padroni. Non possono mai essere leader, perché non sanno come condurre o essere un esempio per gli altri. Non esitano a tradire i loro amici, al fine di salvare se stessi. Per avere solo un po’ di potere sono disposti a vendere la propria dignità. I quaquaraquàQuaquaraquà è un termine con il significato di persona particolarmente loquace, ma priva di capacità effettive, per questo ritenuta scarsamente affidabile. Questi uomini sono i più pericolosi, perché la loro cultura e istruzione li rende impermeabili al rispetto degli altri e al loro ambiente. Sono arroganti, prepotenti, e lacchè della mafia. Non prendono la responsabilità delle loro azioni. Si arricchiscono sulle spalle degli altri, imponendo le proprie idee e la volontà agli altri. Non danno l’esempio, invece agiscono spinti dalla paura e dalla corruzione. Sono calunniosi e diffamatori e pronti a sparlare di chiunque. Hanno un ego enorme e cercano ossessivamente di farsi notare. Fanno un sacco di promesse senza poi agire. Parlano molto, con poca azione benefica. Questo è un modo di descrivere certe società umane tipiche del Meridione d’Italia che ancora oggi mantiene integra la sua validità. Anche a Pizzo cari Amici molti nostri concittadini, quando c’è di mezzo la cultura ed i beni culturali,  parlano, parlano, parlano, criticano, vaneggiano, stravolgono la realtà dei fatti con lo scopo principale di distruggere quel poco che gli altri sono riusciti a fare. Dicono di tutto ed il contrario di tutto, assumono vanagloriosi atteggiamenti di sapienti, vogliono che a Pizzo venga fatto il massimo di tutto ma alla imprescindibile condizione che a farlo siano gli altri.  Gli altri sarebbero i politici e le Altre Associazioni che hanno il demerito, dal loro punto di vista, di occuparsi solo dei fini istituzionali per i quali sono nate e non di quello che loro vorrebbero. Noi, ad esempio, siamo stati accusati in passato di occuparci solo di “Murat” trascurando altri importanti personaggi della Storia e della Cultura di Pizzo.   La verità che sono solo il prodotto della Cultura del Dire che è lontana cento miglia dalla Cultura del “FARE”. Volendole collocare in una qualsiasi delle categorie proposte da Sciascia c’è solo l’imbarazzo della scelta.  Certo non sono “veri uomini“, i quali non si limitano a parlare ma si mettono continuamente in gioco. Il che vuol dire essere pronti a dare il proprio contributo in termini economici e soprattutto di tempo per la realizzazione delle opere ed iniziative che si ritengono giuste. Sono decenni che a Pizzo saltuariamente qualcuno si ricorda di Antonino Anile, si organizzano incontri e riunioni. Si fanno progetti, si lanciano idee e poi quanto si tratta di passare dalle parole ai fatti tutti si tirano indietro perchè dicono: “loro che c’entrano”, è il Comune che dovrebbe fare queste cose “mica loro”. Loro, “i furbetti”, hanno lanciato l’idea; che a realizzarla siano altri “stupidi” disposti a sprecare il loro tempo ed il loro denaro. Noi dobbiamo valorizzare tutta la nostra Storia ed il nostro Patrimonio storico, culturale, artistico, religioso, di usi e costumi, di tradizioni. Non ci sono storie più importanti ad altre meno importanti, tutto il passato fa parte della nostra storia a partire dall’Alto medioevo con le lotte tra Angioini ed Aragonesi, all’occupazione spagnola, al Reame Borbonico, ai Re Giuseppe Napoleone e Gioacchino Murat, agli eroi del Risorgimento meridionale sconosciuti ai più, all’unificazione dell’Italia ed al fenomeno del Brigantaggio, al Regno d’Italia, al ventennio fascista fino all’attuale periodo repubblicano. In questo grande panorama storico che poi ognuno abbia le proprie preferenze o antipatia, oggi, è normale e nessuno dovrebbe scandalizzarsi. A Pizzo, strani personaggi, hanno recentemente cercato di buttare fango su un uomo che quì ebbe la sfortuna di sbarcare e che quì vi trovò la morte con la consapevole partecipazione di molti dei nostri concittadini dell’epoca che furono abbondantemente gratificati anche sotto il profilo economico dall’allora Casa Regnante. Il mondo intero, sono ormai due secoli, che ci addita negativamente per quella vicenda. Molti nei loro scritti ci hanno indicato anche cosa avremmo dovuto fare per rimediare nei limiti del possibile a quella che a Pizzo viene chiamata “la maledizione di Gioacchino”. Noi quello stiamo facendo da circa 25 anni. E dai primi del 900 che gli studiosi ed appassionati chiedono a gran voce l’istituzione di un Museo Murattiano e Noi l’Abbiamo fatto con il Comune di Pizzo e la Provincia di Vibo Valentia. Tutti lamentano la mancanza di una Biblioteca Pubblica a Pizzo ormai da molti decenni. Noi ne abbiamo creato una piccola specializzata di Storia Moderna e della Calabria nelle Sale del Castello di Pizzo. La ricostruzione scenica della vicenda murattiana con i manichini all’interno del Castello realizzata dalla Pro Loco di Pizzo all’epoca del Sindaco Stillitani ci ha fornito l’idea di farli rivivere veramente questi manichini non tutti gli anni come ha scritto qualche “maldicente” ma ogni due o tre anni. Detto fatto. Ecco come è nata la Rievocazione Storica dello sbarco, arresto, condanna e fucilazione del Re Gioacchino Murat. Certo che tutto questo costa. I soldi li abbiamo cercati e trovati presso tutti gli Enti territoriale della nostra Regione dalla Regione alla Provincia al Comune. Ma i soldi gli Enti li danno solo sei fai progetti in un certo modo, con esito non sempre scontato. Poi avuto i decreti di finanziamento i soldi li danno solo a rendiconto. Il che vuol dire che devi pagare i fornitori con mezzi tracciabili assegni o bonifici, documenti che insieme alla fatture devi portare agli Uffici preposti che fanno sempre nuove richieste di nuove documentazioni impreviste. Per cui c’è anche il rischio che alla fine dopo esserti impegnato personalmente con la Banca non riesci ad ottenere i soldi dagli Enti perchè qualcosa è fuori posto. Tutto questo non si fà con le chiacchiere ma solo con l’impegno ed il sacrificio che solo coloro che vogliono veramente bene alla propria terra ed alla propria Città possono fare. Caro Amico questi pensieri è da molto tempo che li avevo dentro e stasera il tuo intervento mi ha stimolato a metterli nero su bianco. Concludo dicendo che, fortunatamente, i  negativi son pochissime persone che fanno molto “scruscio” ma con pochissimo o nullo seguito. I veri Pizzitani e tutte le Amministrazioni interessate hanno capito chi siamo e perchè facciamo certe cose e non ci hanno mai fatto mancare il loro appoggio per cui, si rassegnino, “i negativi” non riusciranno a distruggere quello che Noi abbiamo fatto e stiamo continuando a fare. Non so quanti dei visitatori del post arriveranno alla fine, ma per costoro riserbo un grazie di cuore per la cortesia e la pazienza di leggere tutto.

Riflessione sui migranti di Giuseppe Pagnotta

Riflessione sui migranti di Giuseppe Pagnotta

10 Settembre 2017 RIFLESSIONE SUI MIGRANTI di Giuseppe Pagnotta.

PRIMA DI PARLARE MOLTI AMICI DOVREBBERO CONTARE E RICONTARE almeno FINO A 100. La parola deve prima essere VISTA dal cervello e poi tradotta in onde sonore dalle corde vocali o dai click di Facebook. Sembrerebbe che, a breve, a Pizzo la lingua kinyarwanda, quella parlata dai Vatussi nella regione africana dei Grandi Laghi dello Stato del Ruanda e Burundi, sostituirà tutte le lingue europee [italiano, inglese, francese, ecc.] ed i dialetti europei che ci interessano [calabrese, pizzitano,]. Essa diventerà l’unico idioma dei pochi Pizzitani d’origine e delle migliaia di colore scuro che a valanga sbarcheranno [per colpa del nostro “giovanotto”] sui moli di Vibo Marina. Ebbene le cose non stanno proprio come questi Signori vorrebbero fare credere a tutti Noi, perché Il flusso migratorio dei popoli dell’Africa verso i territori europei, da Sud verso Nord, sembra ricalcare all’inverso quello avvenuto ai tempi delle invasioni barbariche [da Nord verso Sud] con la grande differenza che i barbari sono venuti con le armi in mano e si sono presi tutto quello che volevano mentre questi, invece, vengono [fatte salve le dovute eccezioni dei delinquenti da arrestare e rispedire al mittente] con mani e piedi nudi, affamati, laceri, ammalati rischiando la vita propria e dei propri famigliari, di affogare come dei topi nelle acquee del Mediterraneo. Certo che fin quando erano pochi tutti d’accordo che bisognava aiutarli, ora che grazie alla sciagurata iniziativa delle O.n.g. che facevano il servizio di traghettamento (disinteressato o meno lo dovranno stabilire i magistrati) dalle coste libiche a quelle italiane andando a prenderli nelle zone loro segnalate dai trafficanti di uomini, sono diventati moltissimi, e quindi non va più bene. E quel “pazzo” del nostro Sindaco che ha l’ardire di pensare a fare qualcosa di concreto per questa gente, [accoglierne 20], con numeri limitatissimi, per non creare problemi a certe coscienze deviate di certi nostri concittadini, viene sottoposto a continue sentenze negative da parte degli stessi e di coloro che hanno interesse politici ed economici contro questa povera gente. Ebbene Signori ci siamo dimenticati che siamo arrivati tutti tardi, perchè un’altro calabrese con funzioni ministeriali, dotato di molto buon senso e capacità politiche fregandosi dei giudizi negativi di certa stampa e di certi personaggi, ha dimostrato che i flussi non sono un tabù ma si possono governare. Eppure nessuno di questi amici si scandalizza dei popoli del centro Europa che non si vogliono sporcare le mani come se fosse solo un problema italiano o greco. Ignorano o fanno finta di ignorare che l’Italia per i migranti è solo una terra di transito per giungere nel Nord Europa. Questi fenomeni, come è spiegato sui libri di storia, dovrebbero tutti sapere che sono impossibili da fermare. Roma, la più grande potenza mondiale di tutti i tempi è stata sommersa dai Barbari. Lo stesso succederà all’Europa, all’Italia ed alle nostre comunità piccole o grandi che siano. Non si può fermare l’acqua che cade dal cielo, o il vento caldo del deserto, non si può fermare il trascorrere del tempo così come non si possono fermare i popoli che hanno fame e sono massacrate dalle guerre. Molti di Noi dicono di essere cristiani, vanno a Messa tutte le Domeniche, seguono le Processioni e si scandalizzano se il Vescovo ne dispone lo svolgimento in modo differente dalla Tradizione. Quanto si tratta di “negri” tutti alziamo le mani e chiediamo che vadano da qualsiasi altra parte meno che a casa nostra. Tempo fà Papa Francesco lanciò il motto una Parrocchia una famiglia di migranti. Ebbene sono state veramente poche quelle che se ne sono ricordate. Secondo me bene ha fatto il nostro “giovanotto” Sindaco sia per i motivi amministrativi e politici da Lui dettagliatamente e puntigliosamente indicati e sia perchè ha lanciato una sfida morale a tutti i componenti della nostra comunità ad iniziare del Clero e di tutti coloro che girano interno al mondo delle chiese, delle Parrocchie, delle Associazioni Cristiane, della Charitas e così via. Tutti siamo coinvolti, è il diritto naturale che ce lo impone, perché tutti siamo essere umani e non possiamo girare il volto quando vediamo che ci sono altri esseri umani che soffrono ed hanno bisogno di aiuto. Da soli nulla possiamo, ma grazie a Dio le organizzazione varie nate con questi scopi abbondano nella nostra Società civile. Per cui tutti dobbiamo aiutare queste organizzazioni che andranno ad aiutare tutti coloro che ne hanno bisogno. Per ritornare a Noi, a leggere i post di Facebook dei non Pizzitani, tutti ci invidiano il “giovanotto”. Tutti meno i suoi oppositori che non si rassegnano alla sconfitta elettorale e non riescono proprio a capire come ha fatto a vincere ed approfittano di ogni occasione per dargli contro cercando di occupare tutti gli spazi del libero pensiero. Certo è che “il giovanotto” continua a volare verso mete politiche sempre più alte e che nonostante gli evidenti boicottaggi che è costretto a subire, ha dimostrato di avere spalle forti e cervello fino superando brillantemente le tante vicende spiacevoli che hanno cercato di rovesciare sulla sua persona. Certo che certi Pizzitani sono proprio strani. Dapprima tutti a lamentarsi che non ci sono più politici di razza e per questo motivo siamo danneggiati in tutti i sensi nelle scelte relative agli investimenti pubblici. Adesso che ne abbiamo trovato uno, invidiatoci da tutti in Calabria, invece di fare cerchio intorno a Lui e renderlo sempre più forte davanti gli altri interlocutori politici di alto livello, pochissimi Pizzitani appartenenti “ai soliti noti” cercano disperatamente di convincere la maggioranza dei Pizzitani che bisogna distruggerlo, come se il “giovane” SINDACO non avesse meglio da fare che stare dalla mattina alla sera sui social a rispondere alle maldicenze, per non usare altri termini, scritte da questi Signori.

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Angela Pepe Massima approvazione Prof. Con immenso rispetto, un caro saluto a Chi sa essere obiettivo e super partes, cosa non facile
oggi. Cordialmente
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Save Bartoluzzi La stimo!!!
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Roberto Gullo Carissimo, non rispondo oggi a queste deliranti affermazioni perché voglio prima essere sicuro di quanto avrò da replicare e solo dopo aver preso visione della delibera di Giunta e conosciuto il luogo dove il “giovanotto” (come lo chiami tu) ha intenzAltro…
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Tony Burgisano ha risposto1 risposta
Giovanni Chiarini Sig.pagnotta la riflessione dovrebbe farla il sindaco e non lei o chiesa da scomodo il suo pensiero sarebbe stato attinente prima delle elezioni non ora a gioco fatto lei non dice un pensierino sulle bollette anticipate sorpresa per famiglie scuola Percio fate polemica dicendo nulla
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12 h

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Giuseppe Pagnotta Egregio Signor Chiarini, anche se questo non centra nulla con l’argomento del post, le rispondo facendole notare che chiedere agli utenti un acconto sul consumo dell’acqua è perfettamente legittimo purchè previsto da apposito regolamento comunale approAltro…
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Giuseppe Pagnotta Agli Amici Tony e Roberto voglio dire che anzitutto nel mio post “delirante” che, guarda un poco, piace alla maggioranza dei visitatori, non ho fatto minimamente nomi proprio per evitare di coinvolgere persone nei confronti delle quali nutro il massimAltro…
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11 hModificato

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Roberto Gullo Detto e scritto in questa maniera non sarei neanche intervenuto ma siccome, anche se non sei stato esplicito, per tutta coscienza mi sono sentito toccare visto che sono stato tra i primi utenti di questo Social a contraddire il “giovanotto” e non solo Altro…
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Saverio Militare Scusate l’ intromissione. Scusami Pino, senza voler fare ” nu pittaci”, ti volevo chiedere, visto anche il vento che soffia sul problema a carattere nazionale e internazionale, se non sarebbe stato opportuno, prima di prendere una decisione di tale imAltro…
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Caterina Procopio chi ha la coda di paglia presto si brucia!
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Mariella Cricelli Prima ha sperperato il denaro pubblico ed ora, per sanare il bilancio vuole invadere Pizzo di Migranti fruttano piu’ di qualsiasi altra cosa. Portateli a casa tua, noi vogliamo uscire e stare tranquilli non avere paura, Pizzo è stato sempre un paese tranquillo, non rovinare anche la tranquillità DEI CITTADINI, i nostri figli devono essere liberi ti poter uscire.
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Caterina Procopio quanti bulgari rumeni ucraini sono arrivati a pizzo perché facevano comodo x gli anziani le campagne le puluzie in casa e nessuno si è lamentato !!!!!!
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Roberto Gullo ha risposto5 risposte8 h
Giuseppe Pagnotta Scrive il moderatore: Vi invito a moderare i toni ricordandovi che qui stiamo solo esponendo delle opinioni e che Noi non dobbiamo ne possiamo decidere niente. Sono altri coloro che decidono e non Noi. E tutte le opinioni purchè civilmente esposte senzAltro…
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Caterina Procopio dovremmo fare tesoro dell’esperienza di Riace solo questo e chiudo mi scuso con il prof .
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Alfredo Galeano Gent. Prof. Pagnotta sono in totale accordo e sintonia sulle sue riflessioni . Mi permetta una considerazione : fb è un passatempo tra amici che più o meno la pensano allo stesso modo . Capita l’antifona ognuno per la sua via.
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Pizzo Località Turistica: si o no?

Pizzo Località Turistica: si o no?

RIFLESSIONI: SIAMO O NO UNA LOCALITA’ TURISTICA?

Chi viene a Pizzo non può fare a meno di ammirare le sua bellezze naturalistiche ed ambientali. Le sue scogliere e grotte, le sue spiagge ed il suo limpido mare. Il Centro urbano, le sue Chiese, i palazzi nobiliari, i vicoli ed i monumenti. La sua storia che trova espressione e sintesi nel Castello e nella sua Chiesa Matrice. La sua gastronomia e gelateria che attirano torme di fedeli buongustai e non solo dalla Calabria. Il suo clima mite tutto l’anno, consigliato dai medici per la cura di molteplici disturbi dalla pertosse ai dolori reumatici e così via. Sono tutti fattori dei quali a tanti Centri è bastato possederne uno solo per creare solide industrie del turismo. Ebbene a Pizzo non tutti hanno chiaro se il grande salto c’è stato o meno.

Siamo o no un paese turistico?

Ebbene se ci si basa solo sulle impressioni personali i giudizi sono vari e molte volte interessati. Se si chiede a qualche politico locale avversario della compagine che attualmente amministra il Comune  difficilmente dirà che Pizzo è una Città Turistica a tutti gli effetti. Se si chiede a certe categorie economiche del settore commercio e servizi difficilmente ammetteranno di essere soddisfatti dell’andamento dei propri affari. Diranno che a Pizzo i Turisti non vengono perchè non si organizzano manifestazioni ed eventi. Perchè Pizzo è sporca e mal tenuta. Perché ci sono rifiuti in giro per le strade. Perchè manca il verde pubblico. Ecc. ecc. e quasi sempre la colpa viene data al Sindaco di turno, salvo poi andarlo a votare massicciamente alle Elezioni Comunali. A me sembra che la questione posta in questi termini non torna. Sono i conti che non tornano. Mentre dopo i dati che vi offrirò tra poco, frutto di una piccola ricerca alla portata di tutti, allora le cose certamente diventeranno più chiare. I dati sono ripresi da uno studio fatto nel 2009 su dati del 2007 in occasione del Progetto “Sistema Turistico Costa degli Dei”. Da essi si desume che in tale  tale territorio (fascia costiera del Vibonese) nel 2007 esistevano 333 strutture ricettive compresi B&B che offrivano 45.794 posti letto. Che i Comuni più importanti dal lato dell’offerta erano Ricadi con 99 strutture ricettive e 15.813 posti letto e di seguito Pizzo con 16 strutture ricettive di cui 10 B&B e 6.097 posti letto. Al terzo posto troviamo Nicotera con 8 strutture ricettive e 4.219 posti letto. Il che vuol dire che Pizzo offriva in quegli anni il 13% dei posti letto di tutta la Provincia. Ebbene questi dati, di per se,  non dicono moltissimo se non li confrontiamo con altre realtà turistiche tipo la provincia di Napoli e quella di Salerno. A Napoli e provincia troviamo 902 strutture ricettive con 62.598 posti letto mentre a Salerno e Provincia troviamo 482 strutture ricettive con 28.325 posti letto. Se poi scendiamo a livello di Città abbiamo questi dati: Positano 39 Strutture con 1.994 posti letto; Amalfi 26 strutture con 1.296 posti letto; Capri 63 strutture con 3.488 posti letto; Sorrento 95 strutture con 10.566 posti letto. Da questa breve disamina tutti potete notare che Pizzo e la Costa degli Dei non sfigurano davanti a delle realtà molto più importanti in tutti i sensi delle nostre. Anzi noi a Pizzo offriamo quasi  gli stessi posti letto di Amalfi (1994), Positano (1294) e Capri (3488) messi assieme e non siamo molto lontani da una realtà turistica mondiale che è Sorrento. I dato odierni poi dovrebbero essere ancora migliori di quelli del 2007. A Pizzo li vengono indicati 10 B&B mentre da informazioni assunte dall’Ufficio Commercio del Comune di Pizzo dovrebbero essere oltre trenta quelli ufficiali in regola. Se poi andiamo su Internet nel motore di ricerca Trivago e digitiamo B&B Pizzo esce un lungo elenco di oltre 80 strutture che offrono a Pizzo il Servizio di B&B. A questo punto quello che avevo indicato all’inizio del post come fatto misterioso si chiarisce perfettamente alla luce di questi dati. E cioè che tutte quelle lamentele sono tali e basta, oppure indicano veramente dei problemi la cui soluzione è certamente auspicabile ma non sono risolutivi ai fini dei flussi turistici che loro nonostante non mancano a Pizzo ed in tutta la Costa degli Dei. Questo spiega anche la massiccia rielezione dell’attuale Sindaco  che non è causale o frutto di ignoranza o clientele ma si basa sul consenso creato da un solido sviluppo economico derivato dalla industria turistica. Questo non vuol dire che tutto va bene e che tutti i problemi sono stati risolti. Ma vuol solamente dire che la strada giusta è stata finalmente imbroccata e che se sarà correttamente percorsa porterà Pizzo verso mete e risultati oggi impensabili.

 

[Sogno di un pomeriggio di mezza estate]. LA SCOGLIERA DEI PRANGI. BENE NATURALISTICO DA RECUPERARE, CONSERVARE E VALORIZZARE.

[Sogno di un pomeriggio di mezza estate]. LA SCOGLIERA DEI PRANGI. BENE NATURALISTICO DA RECUPERARE, CONSERVARE E VALORIZZARE.

[SOGNO DI UN POMERIGGIO DI MEZZA ESTATE]. LA SCOGLIERA DEI PRANGI. BENE NATURALISTICO DA RECUPERARE, CONSERVARE E VALORIZZARE. La zona presenta notevoli aree di degrado con riferimento al tratto delle grotte, alla perdita della sabbia ed all’impoverimento del mare. Sono tutti problemi che potrebbero essere risolti con la realizzazione di una RISERVA MARINA NATURALE ED UN PERCORSO NATURALISTICO DI COLLEGAMENTO dalla SEGGIOLA alla MADONNEIA. Come risulta evidente dall’immagine la sabbia è completamente scomparsa lungo tutta la scogliera, mentre fino a qualche decennio fa era presente a tratti da tutte le parti (per tutte Centofontane) . Con essa sono scomparse quelle bellissime spiaggette nascoste esistenti tra le scogliere. Essendosi in tal modo ridotto notevolmente l’uso balneare della scogliera riservarla esclusivamente alla NATURA non dovrebbe danneggiare nessuno. Anzi potrebbe dare un potente contributo alla rinascita della fauna e flora marina oltre che costiera. In tal modo potremmo offrire ai turisti a 30 km dall’Aeroporto e quindi dal mondo intero un’oasi marina mediterranea senza bisogno di andare nel Mar Rosso. Guardandola con attenzione si può notare come è possibile pensare ad un percorso pedonale che colleghi il Parcheggio Papa a Piedigrotta. Infatti dal Parcheggio Papa si vede scendere una stradella che arriva fino a metà altezza della costa. Basterebbe farla proseguire fino a sotto dove parte la stradella scavata nella roccia di tufo soprastante il mare che corre lungo tutta la scogliera dei Prangi fino a Cento fontane. Qui la costa si alza, come risulta evidente dal cono d’ombra proiettato sul mare per cui “La Strada degli Innamorati” risalendo il sentiero che conduce alla spiaggia dei Prangi dovrebbe salire di quota e camminare sopra il bordo estremo delle pareti rocciose. Giunti a Centofontane si potrebbe valorizzare ad uso del percorso naturalistico il fabbricato che quì esiste allo stato di rustico da molti anni. Giunti alla Madonneia il persorso naturalistico dovrebbe scendere di quota per ricollegarsi alla stradella che porta alla Chiesetta a scendere o a salire verso la strada provinciale per Pizzo.

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